Sosta caffè presso il caravanserraglio di Sultanhani
I caravanserraglio non erano che dei grandi edifici che disponevano di una locanda, di locali per custodire le carovane, di alloggi e talvolta anche di una piccola moschea, che accoglievano, ristoravano e proteggevano dai malintenzionati i viandanti ed i mercanti.
Questo in particolare, sulla strada che univa Konya (da cui la separavano 110 km) e Aksaray (circa 40 km), invitava ad una sosta tutti coloro che percorrevano la Via della Seta.
A differenza di molti altri che sono stati trasformati in ristoranti, hotel, negozi o altri tipi di strutture ricettive, il Sultanhani è aperto al pubblico – il prezzo del biglietto è di poche lire turche – esclusivamente a scopo turistico e consente di farsi un’idea precisa di quale fosse l’architettura tipica di un caravanserraglio.
Da fuori le mura possenti, interrotte solo da qualche torretta massiccia, sembrano proteggere la struttura quasi si trattasse di una roccaforte. Sulla facciata principale è presente un unico portone riccamente scolpito attraverso cui si accede al cortile interno, un ampio spazio circondato da porticati e stanze in cui erano ricavate la sala da pranzo, la cucina, i bagni e gli alloggi. Al centro, una piccola moschea dalla forma di un parallelepipedo… un arco per lato sorregge il luogo di preghiera sovrastante a cui si arriva grazie ad una ripida scalinata.
Come sono le stanze? Piccole e buie.
Un secondo portone permette di entrare in questo seconda sezione, quella “invernale”, costituita da un vasto edificio chiuso a cinque navate, in cui la luce filtra solo attraverso delle piccole feritoie e da un “faro” ottagonale collocato a metà del soffitto con volte a botte.
Chissà quante carovane hanno sostato qui e chissà quante storie potrebbero raccontare queste vecchie mura erette tra il 1226 ed il 1229 e giunte quasi intatte fino a noi per essere profanate da nugoli di turisti a caccia di fotografie.