Il debutto dell’insonnia himalayana
Prima notte in quota: 3500 metri, fiato corto e sonno inesistente. Ma in fondo, nulla di nuovo—anche a casa il sonno è un optional. L’unica differenza? Qui fuori c’è il silenzio delle montagne, il cielo stellato che sembra più vicino, e quell’aria rarefatta che ti ricorda dove sei.
La notte è stata lunga, ma va bene così. Stamattina si riparte: primi monasteri da esplorare, tra muri dipinti e preghiere sospese nel vento. E chissà, magari riusciamo a intrufolarci in qualche angolo del Ladakh Festival. Costumi, danze, colori. La festa è ovunque, basta saperla cercare.