🔥 Rientro a Delhi e tensioni a Leh: il nostro racconto
Ora che siamo rientrati a Delhi, possiamo finalmente raccontarvi cosa è successo a Leh durante il nostro giro sulle montagne. Un episodio inatteso, che ha lasciato il segno.
Il 24 settembre, mentre eravamo ancora in viaggio tra le vette del Ladakh, a Leh si è svolta una manifestazione inizialmente pacifica. Con il passare delle ore, però, la situazione è degenerata in scontri tra polizia e manifestanti. Il bilancio è stato tragico: quattro morti e circa settanta feriti.
Noi sapevamo poco o nulla di quanto stava accadendo, fino al nostro arrivo in città . Quando siamo rientrati, nel pomeriggio del 26, abbiamo trovato posti di blocco, polizia e militari in assetto antisommossa. L’atmosfera era tesa, surreale.
Tutti i negozi e le varie attività erano chiuse. Passando in una delle vie principali, abbiamo visto l’ufficio di un politico dato alle fiamme. Un’immagine forte, che racconta la rabbia e la frustrazione di una parte della popolazione.
Come turisti, non ci è stato negato il passaggio per le strade e abbiamo potuto muoverci senza problemi, anche se era evidente che il peggio era ormai passato.
Il nostro ultimo giorno lo abbiamo dedicato a visitare alcune zone più tranquille nei dintorni della città . Purtroppo, un paio di luoghi erano chiusi a causa degli eventi. Abbiamo quindi deciso di rientrare in albergo e trascorrere lì il pomeriggio, riposandoci e riflettendo su quanto visto.
Sulla stampa italiana non è trapelato nulla, se non una breve nota sul sito della Farnesina che, come sempre, consultiamo prima e durante i nostri viaggi.
Ci teniamo a precisare che non ci siamo mai e poi mai sentiti in pericolo. Eravamo accompagnati da persone del posto e la nostra guida era costantemente in contatto con l’agenzia per monitorare la situazione e decidere il da farsi.
Quindi… non preoccupatevi.
Per chi volesse saperne di più, segnaliamo un articolo pubblicato da AsiaNews che descrive nel dettaglio quanto accaduto: